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Newsletter 5 - La nuova generazione di macchine per prove sui cementi
la nuova generazione di macchine per prove sui cementi
25/03/2009 // Administrator

La ricerca volta al continuo perfezionamento delle macchine TECNOTEST ha prodotto una nuova generazione di presse per prove su cementi e relativi derivati, quali intonaci, adesivi per ceramiche, malte isolanti e refrattarie, terre stabilizzate e, in altri ambiti, pietre naturali.
L’obiettivo progettuale fu quello di abbandonare la consueta architettura del doppio vano di prova, uno per la compressione, l’altro per la flessione.
La Norma EN 196 prevede entrambi i tests, che, implicando forze estremamente diversificate, rendono opportuno l’uso di due dinamometri a differente sensibilità.

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Al fine di conglobare in un unico vano due celle di carico coassiali, una per i bassi carichi, una per gli alti, adottammo una semplice meccanica che esclude la prima all’approssimarsi del suo fondo scala.
La scelta del sensore più adatto è compiuta in forma completamente automatica dall’elettronica.

Risolto in modo brillante il problema dei dinamometri, si passò all’affinamento della regolazione oleodinamica, così da evitare il paradosso di misurare con precisione grandezze fluttuanti.

La gestione finissima di flussi idraulici è prerogativa delle servovalvole, dispositivi che tuttavia trovano una giustificazione economica laddove si sfrutti la loro eccellente dinamica.
Le più abbordabili valvole proporzionali mostrano ruvidità di funzionamento inaccettabili per il particolare impiego.

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Era dunque chiaro che né dall’una e né dall’altra valvola si poteva ottenere il compromesso tra costo e prestazione alla base dei nostri progetti di rinnovamento.

Considerando che le prove quasi-statiche su materiali rigidi richiedono ridottissimi flussi idraulici, si ritennero razionali due soluzioni distinte, in particolare:

  1. Generare all’origine i flussi strettamente richiesti ad ogni istante;
  2. Ottenere questi in forma differenziale tra una portata variabile in input associata ad una perdita costante.

Entrambe risultavano promettenti, pur con prerogative peculiari, tanto che si decise di adottarle entrambe per dare origine a macchine diverse in termini di flessibilità operativa e di costo, ma nella medesima classe di precisione.

Si iniziò a sviluppare l’alternativa N. 1, mostratasi estremamente pronta ad attuare i passaggi transitori e dunque adatta alle macchine computerizzate.
Da queste, infatti, ci si attende la possibilità di superare l’ambito della routine per compiere misure in percorsi di carico controllati in salita, stasi e discesa o in termini di deformazione.
Il risultato fu la C 025/C, macchina particolarmente flessibile con quattro ingressi liberi per trasduttori lineari e con opzioni software per tests di modulo elastico1.
C 025/C si basa sul principio del torchio idraulico, in pratica due martinetti di diverso alesaggio collegati da un condotto; la forza applicata al minore è amplificata dal maggiore a scapito dello spostamento.
La novità introdotta risiede nell’azionamento del martinetto minore; questo è mosso da un complesso meccanico che comprende motore passo-passo, riduttore di precisione ed accoppiamento vite-chiocciola in grado di controllare spostamenti infinitesimali e, conseguentemente, variazioni della pressione idraulica all’utilizzo ai livelli delle migliori servovalvole.

I perfezionamenti apportati al sistema Silent & Cold Power, basato su una valvola idraulica brevettata da TECNOTEST, resero funzionale il principio idraulico N. 2, determinando la creazione della pressa automatica C 030/2A.
Questa, sfrutta la portata variabile ottenuta modificando il regime di rotazione di una pompa a cilindrata fissa; le regolazioni transitorie in negativo sono rese possibili dalla valvola oggetto del nostro brevetto.

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Dunque le pressioni all’utilizzo dipendono dalla differenza tra quanto si richiede alla pompa relativamente alla perdita; ciò consente la rotazione continua del motore col risultato di attuare senza fluttuazioni i gradienti richiesti.

Giacché la Norma EN 196 contempla prove di routine relativamente semplici, l’apparecchiatura elettronica dedicata alla misura della forza ed alla retroazione  idraulica non poteva che essere di tipo compatto, quale il nostro collaudatissimo EUROTRONIC.

Sia con C 025/C, sia con C 030/2A, l’operatore richiede il tipo di test, pone il campione nell’unico vano disponibile e gli automatismi s’incaricano del resto; i controlli e le misure fanno riferimento al dinamometro a scala inferiore finché possibile, poi, all’occorrenza, passano all’altro senza soluzione di continuità.

L’obiettivo futuro di TECNOTEST riguarda ancora una volta il calcestruzzo con il completamento della fortunata linea di presse Silent & Cold Power.

Contiamo di disporre a breve della versione Simple & Convenient, una macchina automatica di costo contenuto ed alte prestazioni che costituirà una piccola rivoluzione nel settore.
L’appuntamento in proposito è alla prossima News Letter.

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1 Tali prove richiedono i deformometri opzionali AD 302, in grado di discriminare spostamenti sub-micrometrici nell’ambito di 1mm su base 50 mm.






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